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La storia dell’Uomo non è soltanto cronaca di fatti accaduti: è un viaggio che contempla anche escursioni nelle potenzialità inespresse, tra le ipotesi inattuate, corroborate dalla fantasia.
Dai miti classici, alle leggende, alle fiabe, la narrazione attinge all’inesauribile fonte del mondo onirico alimentata dai desideri e dai timori.
Partecipiamo alle vicende eroiche, tragiche e comiche di protagonisti improbabili: dèi, animali, angeli, vampiri…dai comportamenti ambigui o contraddittori, e ci emozioniamo, riceviamo ammonimenti, consigli, ispirazioni. Il “vero” del fantastico attraversa la nostra strada più volte e, con il Viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani, possiamo affermare che “non tutto ciò che esiste è reale”. |
La forza creatrice della fantasia è il motore inesausto della rappresentazione d’arte, capace di suscitare nello spettatore la meraviglia: questo è il fine del poeta per Giambattista Basile e perciò il poeta, per Fernando Pessoa, è un fingitore. Il vigore della finzione ci consente di esprimere il dialogo emozionale e si contrappone al falso, che obbliga il pubblico alla noia. Il tentativo grossolano di costringere la quotidianità in forma di spettacolo non sfugge a questa conclusione e l’intervento apparente dello spettatore in un reality-show (che ha ben poco di reale e spesso ancor meno di spettacolare) si riduce ad una simulazione inconsapevole; l’illusione di esercitare potere decisionale sul mondo virtuale può essere temporaneamente consolatoria, ma cede il posto ben presto alla frustrazione.
Il quarto d’ora di celebrità profetizzato da Andy Warhol, proprio perché tocca a tutti, non ci concede lustro, la memoria ci suggerisce che almeno per una volta siamo stati Ulisse e siamo in grado di fare della nostra vita un capolavoro.
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