Periodico dell'Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR
  Reg. Tribunale di Napoli n.5164 del 7/12/2000







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NUMERO
59-60
settembre-dicembre 2010
anno X

Entusiasmo
A. Scuotto
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Cuore di Manager
M.A. Rinaldi
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Cinema e realtà
M. Germano
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Harry Potter
E. Colonna
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Identità del personaggio
S. Scuotto
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Istruzioni per gli Autori


Harry Potter

Eleonora Colonna

 
Anche la prima parte del film “Harry Potter e i doni della morte”, trasmessa per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane il 19 novembre 2010, è stata accolta con grande entusiasmo dai fan della famosissima saga.
Il maghetto è riuscito ancora una volta a polarizzare l’interesse di grandi e piccini intorno alla sua importante battaglia contro il malvagio Voldemort, ma a pochi mesi dall’uscita della seconda parte del film, che in estate metterà la parola fine a questo fenomeno di massa, è già possibile dire che la trasposizione cinematografica non è riuscita a ricostruire in modo completo la magia di “Hogwarts”, né ha saputo trasmettere tutte le emozioni che J.K. Rowling ha fatto provare all’enorme pubblico dei lettori.

Il maghetto è riuscito ancora una volta a polarizzare l’interesse di grandi e piccini intorno alla sua importante battaglia contro il malvagio Voldemort, ma a pochi mesi dall’uscita della seconda parte del film, che in estate metterà la parola fine a questo fenomeno di massa, è già possibile dire che la trasposizione cinematografica non è riuscita a ricostruire in modo completo la magia di “Hogwarts”, né ha saputo trasmettere tutte le emozioni che J.K. Rowling ha fatto provare all’enorme pubblico dei lettori.

La trama della saga è fin troppo semplice: Harry, rimasto orfano per mano di Voldemort viene affidato alla cura degli zii che gli nascondono l’esistenza del mondo dei maghi. Ad 11 anni però viene invitato a proseguire la sua formazione presso la scuola di magia. In questo luogo non solo imparerà ad essere un mago ma scoprirà di essere l’unica persona al mondo sopravvissuta all’Avada Kedavra (un anatema capace di uccidere) e per questo grava su di lui la responsabilità di sconfiggere Voldemort. Questo racconto, che può ricondursi ad una qualsiasi storia di lotta tra il bene e il male, nei libri è reso affascinante dal contesto in cui è ambientato.

Coloro che hanno conosciuto Harry Potter attraverso i libri non sono interessati solo alla vicenda centrale della storia, ma alla “quotidianità” del mondo magico. I fan amano seguire Harry nelle lezioni della scuola, nei pigri pomeriggi passati alla capanna di Hagrid, nelle escursioni notturne tra i corridoi di Hogwarts nascosti sotto il mantello dell’invisibilità, nei periodi passati a casa Weasley e nei tanti momenti in compagnia dei suoi fedelissimi amici Ron ed Hermione.

La trasposizione cinematografica invece si concentra sulla battaglia contro Voldemort, e nei tempi ristretti di una pellicola perde dettagli più o meno importanti ottenendo un film che a fatica mantiene autoconsistenza e indipendenza rispetto al libro stesso. Lo spettatore deve accontentarsi di una trama ridotta all’osso e privarsi di tutti quei dettagli che hanno “condito la storia” rendendola così cara al pubblico dei lettori.

Fin dal terzo film si perdono particolari interessanti, sul passato dei genitori di Harry, e via via anche le vicende del protagonista e dei suoi amici sono, nella migliore delle ipotesi, scarne. Episodi che nel libro fanno sorridere e alleggeriscono la storia come la battaglia di Hermione in difesa degli elfi domestici o le manifestazioni di gelosia di Ron per sua sorella Ginny sono assenti o appena accennati. Anche momenti importanti per la ricerca degli Horcrux (una serie di oggetti necessari per sconfiggere Voldemort) come la scoperta dell’identità si R.A.B. sono trattati con superficialità. E infine i passaggi tra un contesto e l’altro risultano talvolta frettolosi e così nel quinto film mentre Harry si sta esercitando in occlumanzia (la capacità di impedire ad altri maghi la lettura del pensiero) si ritrova un istante dopo a casa Weasley per le festività natalizie.

Probabilmente la soluzione migliore per portare in video la storia del maghetto più amato del mondo non era un film ma un lungo telefilm suddiviso in sette stagioni quanti sono i libri. In tal caso la trasposizione sarebbe potuta essere esaustiva e fedele al libro, ma probabilmente non avrebbe funzionato dal punto di vista commerciale.







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