Periodico dell'Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR
  Reg. Tribunale di Napoli n.5164 del 7/12/2000







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NUMERO
49-54

gennaio - dicembre 2009
anno IX

Ampiezza di vedute
A. Scuotto
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Il nome della rosa
A. Torri
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Da “Scepsi Viscerale”
R. Germano
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Napoli, piazza Bellini
S. Scuotto
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Risposta a
"Napoli, piazza Bellini"

M. Germano
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Le foto di questo numero
sono di Luigi Verde.




Scarica il numero intero

 


Istruzioni per gli Autori


Napoli, piazza Bellini
Silvia Scuotto




Vi piace? In questa foto vedete piazza Bellini, a Napoli. L'edificio rosso sulla sinistra è la sede della B.R.A.U., acronimo della biblioteca di ricerca di area umanistica dell’Università Federico II. La piazza si trova nel cuore del centro storico.
La notte del 22 Giugno, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa, è stata aggredita in questa piazza per aver risposto alle provocazioni di un gruppo di skinheads nei confronti di un suo amico, un ragazzo gay di 22 anni. Nella lite, la ragazza è stata colpita con violenza al viso con pugni e calci ed è stata poi ricoverata al Pellegrini con lesioni a un occhio. Erano le 2 di notte, ma la piazza non era vuota. Nessuno è intervenuto.
Omofobia e Omertà, tanto per cambiare. La maggioranza delle persone che vivono a Napoli sanno cosa significa. La gente c'è, e si ferma a osservare, ma con quello sguardo sfuggente che sembra dire "io non c'entro".
Il 25 Giugno alle 19 si è tenuta la fiaccolata organizzata da I-ken, Arcilesbica, Arcigay e Udi. Durante la serata è stato letto un messaggio di Maria Luisa: «...non voglio medaglie, premi o riconoscimenti. Voglio fatti. Vorrei che tutti quelli che in questi giorni mi hanno dimostrato solidarietà, e che hanno potere, si impegnassero per creare un sistema di videosorveglianza in piazza Bellini. Bastano due telecamere e un po´ di buona volontà per rendere la piazza sicura».

Ok, dopo quello che è accaduto è condivisibile la sua richiesta. Telecamere in piazza. Ok.
No, aspettate. Mica è tanto ok!
Vi rendete conto a che punto siamo arrivati?

Bisogna rendere una piazza sicura perché esiste l'eventualità che un gruppo di schizzati possa aggredire qualcuno. Ma da dove vengono queste persone? Hanno delle famiglie, dei conoscenti, amici? E' possibile ancora, nell'epoca in cui viviamo, uscire di casa e avere paura?
L'altro giorno mi stavano raccontando quello che è successo a questa ragazza, e mi si sono formate spontaneamente delle immagini davanti agli occhi.
Questa piazza è sede della nostra biblioteca. Io e Frutty ci passiamo molto tempo. Chi mi assicura che quello che è successo di notte non possa accadere anche di giorno? Chi immagina la mia reazione se qualcuno provoca Frutty? E chi arriverà in mio soccorso se accade qualcosa di male? Nessuno.
E il punto è proprio questo. Le città sono fatte dai cittadini. E i napoletani questo vogliono, vivere nella paura. E perchè? Perchè ci sono abituati! E Gennaro, il ragazzo vittima di questa vicenda, ha ragione. Bisogna lasciare questa città. Perchè non c'è verso di stare tranquilli, perchè è marcia dentro, nel cuore delle persone, delle persone che picchiano gratuitamente, e delle persone che guardano e non intervengono. E' vero, è vero, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio.. è ovvio che a Napoli vivono anche persone per bene. Ma dove sono quando succedono cose di questo tipo?
Allora io do ragione a Maria Luisa, mettiamo le telecamere a piazza Bellini. Perchè ormai ci aspettiamo che certe cose accadano, quindi tanto vale cercare di arginarle alla meno peggio.
Ma nel frattempo, scusate se preferisco dare un occhio al sito di unimi, piuttosto che a quello di unina...
..e purtroppo parla una persona che non odia Napoli. Odia il fatto di sapere di non poterci restare.

Napul'è 'na carta sporca
'E nisciune se n'emporta
Ed ognuno aspetta a 'ciorta

Cantava Pino Daniele, il più grande cantante napoletano.
..che vive a Roma.

 


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