L’occasione era ghiotta e i napoletani non se la sono fatta sfuggire. I relatori, tutti famosi ed “abbastanza eretici” per incuriosire ed affascinare il numeroso uditorio che si è raccolto Sabato 15 novembre nello storico palazzo Serra di Cassano, in occasione del convegno di apertura di «Le Connessioni Inattese 2008 – la Storia, la Scienza, la Propaganda» organizzato dall’associazione culturale Altanur con la collaborazione dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Al mattino, dopo la presentazione da parte di Giuseppe Germano, filologo e latinista, docente della Federico II, e di Alessandro Scuotto, esperto in medicine non convenzionali, nonché presidente dell’associazione Altanur, il pubblico napoletano ha potuto ascoltare, il premio Nobel per la fisica Brian Josephson venuto appositamente da Cambridge per parlare della paura del nuovo da parte degli scienziati moderni.

Il discorso affrontava l’imprevedibilità del destino di una nuova idea, a prescindere dalla sua validità. Le nuove affermazioni scientifiche possono essere rifiutate poiché in contrasto con quelle attuali, che sembrano dover essere immutabili. Cause principali di tale immutabilità sono la censura, il potere e la paura. Due argomenti di grande interesse a tal proposito sono “la fusione fredda” e “la memoria dell’acqua”, entrambe fortemente attaccate su basi non valide. Benveniste riuscì a pubblicare un articolo sulla sua scoperta della “memoria dell’acqua” sulla rivista “nature”, che venne in seguito ritrattato dal direttore del giornale stesso, che lo definì non attendibile. La pubblicazione in questo caso fu possibile solo con il fine di poterne poi parlare screditandola.
E’ intervenuto in mattinata anche l’ammiraglio ed esploratore Flavio Barbiero che ha illustrato i suoi studi iniziati durante le due spedizioni in Antartide, riguardanti il mito di Atlantide.

Le testimonianze dell’esistenza di tale civiltà antidiluviana godono di scarso credito perché non sembrerebbe esistere sula Terra uno spazio per una civiltà antica e avanzata come l’Atlantide descritta da Platone. Esiste però un considerevole numero di testimonianze secondo cui i poli terrestri alla fine del Pleistocene si sarebbero trovati in una posizione differente da quella attuale. Questa possibilità è sempre stata rifiutata in quanto non si poteva immaginare una forza capace di variare rapidamente la posizione dei due poli. In realtà è possibile dimostrare che l’impatto di un corpo come un asteroide o una cometa, può innescare un processo che in poco tempo provoca uno spostamento dei poli. I resti archeologici della prima civiltà umana sarebbero stati dunque sepolti dai ghiacci in seguito allo spostamento, che provocò la catastrofe chiamata “diluvio universale”.
Il terzo relatore è stato il politologo Giorgio Galli che ha evidenziato il labile confine tra Storia e Mito presentando il suo ultimo libro: “Mussolini: il destino a Milano”. Per Galli la connessione tra storia e mito non è inattesa, quanto da rivisitare. La storia dovrebbe essere basata su criteri scientifici tali da poter essere nettamente separata dal mito, ma in realtà questi confini non sono ben definiti come ci si aspetterebbe.

Nasce così un nuovo concetto, quello di “mito-storia” , non accettato dagli storici, ma nemmeno contestato, poiché proveniva dalle idee di William McNeal, uno storico molto autorevole. Un esempio di questo nuovo concetto si può ritrovare nel libro del ’92 “il mito nazi”, che introduce una tesi secondo cui il nazionalsocialismo non era solo un fenomeno politico, ma aveva creato un suo proprio mito. Dieci anni dopo Laurence riteneva che la storiografia scientifica avesse costruito il mito della nazione. Gli stessi fondatori della storia scientifica non avevano marcato con chiarezza dei confini. Non ci si può limitare alla parte visibile, ma bisogna investigare sulla parte invisibile. Gli antichi miti avevano rapporti con la realtà, ad esempio la morte dell’eroe ne è parte fondamentale (Romolo muore dopo la fondazione di Roma; la religione cristiana si fonda sulla morte di Cristo; per i tedeschi la morte di Federico I è in realtà un lungo sonno…). Non abbiamo, per esempio, la prova storica che Hitler sia morto nel bunker, ma è un tipo di morte costruita per renderlo mito. Anche i fatti attorno all’omicidio di Mussolini lasciano dubbi, soprattutto per quanto riguarda le ultime 48 ore di vita. Quindi la connessione tra storia e mito non è propriamente inattesa, ma da rivisitare per capire cosa accade attualmente.
L’ultimo protagonista della mattinata è stato il paletnologo Giulio Calegari, direttore scientifico del Centro Studi Archeologia Africana che ha mostrato una serie di immagini sugli scavi da lui fatti in Eritrea dal 1993 al 1996 e ha coinvolto il pubblico in una ricerca di fossili e in un interessante esperimento di litofagia.

Non da meno sono stati i relatori del pomeriggio a cominciare da Maurizio Torrealta di Rai News 24 che ha presentato uno scottante documento video sulla possibilità, tutta da indagare, dello scoppio di una terza bomba atomica avvenuto nel 1991 vicino Bassora durante la guerra del Golfo e sul conseguente aumento dei tumori nella zona; a seguire Giulietto Chiesa, europarlamentare e giornalista, ha parlato dell’importanza della comunicazione nel nostro mondo globalizzato. E’ stata, poi, la volta del fisico napoletano Emilio Del Giudice che ha evidenziato l’importanza della cooperazione sia nel mondo infinitamente piccolo sia tra noi uomini. Ha chiuso il convegno Alessandro Giuliani, primo ricercatore dell’istituto Sup della Sanità, con una relazione sulla possibilità di fare dell’ottima scienza procedendo con onestà, creatività e metodo individuando le giuste connessioni tra gli eventi. A moderare la sessione pomeridiana e l’interessante tavola rotonda il fisico napoletano Roberto Germano autore di diversi saggi che fanno discutere come ad esempio: "AQUA, L'acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure" (Bibliopolis, 2006).
Una particolarità interessante della giornata è stata la presenza costante dell’arte che, in genere, non è presente in un convegno scientifico. In sala c’era, infatti, un’interessante installazione del giovane artista Lucio Esposito posta su un prezioso tavolo del ‘700 di palazzo Serra di Cassano e, inoltre, la sessione pomeridiana è stata aperta dalla performance di Lalla Quintavalle, durante la quale il pubblico ha ricevuto in dono il Cat’s Cradle (culla del gatto), il gioco con lo spago che tutti abbiamo fatto da bambini. Relatori e pubblico hanno iniziato a giocare in coppia in un’atmosfera simpaticamente surreale.
«Le Connessioni Inattese 2008» continuerà fino a febbraio con una serie di appuntamenti tra arte, scienza, cinema e teatro che sveleranno le molteplici connessioni tra Storia, Scienza e Propaganda.
Per info: www.leconnessioniinattese.com
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