Periodico dell'Associazione Culturale Interdisciplinare ALTANUR
Reg. Tribunale di Napoli n.5164 del 7/12/2000







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NUMERO
43-45
gennaio-giugno 2008,
anno VIII


LeConnessioniInattese.it
A. Scuotto
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La comunicazione e i suoi messaggi occulti
C. Attena
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Informazione, formazione e potere politico
G. Piccolo
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Le bugie dello sviluppo
A. Iacuelli
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Le vie infinite dei rifiuti
M. Germano
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Ex-voto
M. Scognamiglio
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Come ce la raccontiamo
ArcoLario
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Le bugie dello sviluppo
di Alessandro Iacuelli
Abstract dell’intervento per ALTANUR al VI Convegno ONNE – Osservatorio Nazionale Nuove Energie 25–27 aprile 2008 - Grottammare (AP)

La tecnologia è sempre stata una lama a doppio taglio. Questo è particolarmente vero per la tecnologia moderna, basti considerare le biotecnologie. Abbiamo già ottenuto notevoli benefici come trattamenti più efficaci per l'AIDS, insulina, etc. Nei prossimi anni otterremo ulteriori enormi benefici, ma allo stesso tempo è possibile creare, in un qualsiasi laboratorio con le adeguate attrezzature biotecnologiche, un agente patogeno che potrebbe essere più distruttivo di una testata nucleare.
Se provassimo a spiegare ad una persona vissuta duecento anni fa i rischi esistenti al giorno d'oggi, basti pensare che abbiamo abbastanza armamenti nucleari per uccidere ogni forma di vita sulla Terra), tale persona penserebbe probabilmente che siamo dei folli. D'altra parte, però, quanti di noi vorrebbero veramente tornare alla breve, brutale, malata e povera vita che era normale per il 99% della popolazione mondiale di duecento anni fa? Anche avendo una visione romantica del passato è innegabile che sino a tempi recenti, la gran maggioranza dell'umanità viveva un'esistenza precaria, in cui quello che oggi è visto come un problema sarebbe allora stato una tragedia.

Una parte importante dell'umanità vive ancora in tali condizioni di precarietà, e questa è una delle ragioni per continuare sulla strada del progresso tecnologico e della ricchezza economica che lo accompagna.
L'uomo ha cambiato radicalmente il mondo negli ultimi 200 anni, attraverso diversi stadi di rivoluzioni

industriali, che hanno modificato radicalmente la società stessa, il modo di produrre, il rapporto tra uomo e natura.
Diverse erano le vie percorribili. Per una serie di motivi che verranno esposti, tra le diverse vie tattiche per raggiungere l'obiettivo strategico dello sviluppo, inteso come aumento della produzione, ma anche come miglioramento della distribuzione, è stata scelta una strada che oggi mostra in pieno tutti i suoi limiti: la chimica del carbonio e l'uso smodato di idrocarburi e del processo di combustione.

La connessione inattesa

Tutti i processi di produzione, gestione, distribuzione di beni materiali, dopo 200 anni di sviluppo, stanno presentando oggi un nuovo problema, non preso in considerazione al momento della nascita della società industriale: la generazione di scarti. Scarti della produzione, che spesso come quantità superano le merci stesse. La connessione inattesa sta nel fatto che l'aumento di produzione, l'accorciamento del ciclo di vita delle merci, spinge attualmente il mondo verso il rischio di essere sommerso in futuro dai propri stessi rifiuti. Spesso tossico-nocivi. Per concludere, si possono fare degli esempi locali, di come il deposito selvaggio dei rifiuti stia mettendo in pericolo il vivere: Corno d'Africa, Romania, Campania, Sud Est Asiatico, Golfo di Guinea.

 

 


 

 




 

 

 



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