La comunicazione ha uno scopo precipuo, condurre sempre alla formazione di una coscienza critica. Gli esempi di appiattimento del senso critico e, nei casi peggiori, di annullamento dello stesso, tuttavia non mancano nella letteratura e nella società odierna. Val la pena di analizzare a tal proposito due saggi scritti nella prima metà del secolo scorso, che ci colpiscono per la profondità delle osservazioni e per le capacità, diremmo, profetiche; essi, infatti annunciano previsioni catastrofiche, puntualmente avveratesi nel corso del tempo.
I due saggi, uno dal titolo “I persuasori occulti” del giornalista americano Vance Packard 1 e l’altro “Ritorno al mondo nuovo” di Aldous Huxley 2, scrittore e filosofo inglese, affrontano gli spinosi temi dell’abolizione del libero arbitrio mediante il condizionamento metodico e della soggezione resa accettabile grazie alla felicità indotta chimicamente. In poche parole, gli autori esaminano gli influssi ai quali tutti noi siamo sottoposti, inconsapevolmente, nella nostra esistenza quotidiana, i quali determinano le nostre abitudini, le nostre scelte di vita.
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I persuasori occulti, siano essi appartenenti al mondo della politica, sia a quello dell’economia, tendono ad agire prevalentemente sulle masse, incapaci di azioni intelligenti e di pensieri realistici. La folla è infatti suggestionabile al punto di non avere più giudizio o volontà propria.
Questo perché essa è |
agli occhi dei manipolatori senza segreti: appare in tutta la sua fragilità ed emotività, con tutti i suoi desideri, spesso inconfessati,ed incertezze, per questo è facile indurla a scegliere un candidato politico, o una marca di sigarette o un dentifricio miracoloso. E ciò aveva capito bene il più grande agitatore e adunatore di masse dell’età moderna, Adolf Hitler, il quale, pur disprezzando la folla, in quanto incapace di pensiero astratto, ne manipola i sentimenti e gli impulsi. La forza dell’oratore, egli sostiene, sta nel rivolgersi alla massa e non al singolo individuo, nell’individuare i bisogni più nascosti e reconditi, a riuscire a leggere nel suo inconscio. Ed è così che Hitler convinse le masse tedesche a lanciarsi in una filosofia pazza e di seguito nella seconda guerra mondiale.
L’amenzia, l’idiozia morale, sostiene Huxley, non sono attributi tipicamente umani, ma degli uomini e delle donne in quanto massa. Su di essa agiscono in maniera determinante i simboli sapientemente costruiti dai propagandisti; essi, facendo leva su qualche desiderio diffuso, o qualche paura o ansia inconscia, costruiscono dei simboli verbali o visivi che mettono in rapporto il desiderio o il timore con l’oggetto da propagandare. Ne deriva che quando “compriamo arance compriamo vitalità”, quando “acquistiamo un’automobile, acquistiamo prestigio”.
Questi simboli, accuratamente individuati e selezionati, superano la razionalità e mettono in ombra i veri problemi.
Pensiamo, ad esempio, ai prodotti di bellezza, propagandati mediante simboli che coinvolgono il profondo ed universale desiderio di apparire più belli ed attraenti; in tanti, per esaudire questo desiderio, sono disposti a spendere molto senza pensare che si tratta di una mera manovra economica!
Soggetti ancora più prediletti dai persuasori occulti sono i bambini ed i giovani, i primi perché non hanno sviluppate le capacità critiche, i secondi perché non sanno far funzionare la loro razionalità. Essi col tempo diverranno degli adulti già addestrati a comprare i prodotti reclamizzati. La pubblicità dei prodotti, in genere, passa in televisione o per radio, con maggiore frequenza nelle ore serali, perché, come è stato dimostrato scientificamente, la stanchezza aumenta la suggestionabilità.
E non solo: il prof. Poetzl 1 ha dimostrato nei suoi studi che l’uomo vede e sente molto più di quanto consapevolmente egli creda di aver visto o sentito. Ecco l’esperimento: Poetzl chiedeva al soggetto di disegnare quel che coscientemente aveva notato dell’immagine esposta ai suoi occhi nel tachistoscopio (una scatola entro la quale il paziente guarda un’immagine esposta per una brevissima frazione di secondo), poi esaminava i sogni che la notte dopo comparivano al soggetto, egli chiedeva di disegnare alcune delle immagini apparse durante il sogno e fu chiaro che i particolari dell’immagine esposta, che il soggetto non aveva notati, fornivano materia alla costruzione del sogno.
Ebbene, in un’epoca in cui si accelera la sovrappopolazione, si accelera la superorganizzazione, si perfezionano i mezzi di comunicazione di massa, come possiamo noi salvare l’interezza e riaffermare il valore dell’individualità umana?
Ci sembra naturale, in questa circostanza, ricordare le parole del grande poeta francese Charles Baudelaire, il quale già nel XIX sec. avvertiva la crisi dei valori e la decadenza, nonché l’inutilità della figura dell’artista nella nuova società capitalistica, industriale e progressista.

Il poeta è come il grande Albatro che, catturato e deriso dai marinai, non può più spiegare le sue ali di gigante. Così il poeta ha perso l’aura e l’aureola, la sua sacralità ed eccezionalità. Non lasciamo che il mito del progresso e le leggi della politica e dell’economia spezzino le ali della libertà individuale.
Come afferma Huxley, solo chi è vigile può serbare la propria libertà, solo quelli che stanno sempre all’erta, col cervello ben desto possono sperare di governarsi con strumenti democratici.
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1 Nonostante gli anni il libro di Vance Packard può ancora dire molto, soprattutto sull'induzione al bisogno che l'economia produce per avere dei consumatori che la "fanno girare", così da essere irregimentati e contenti, quasi orgogliosi di partecipare all'autocelebrazione del mercato.
2 Huxley nel 1932 pubblicò il romanzo ”Il Mondo Nuovo” (titolo originale: “Brave New World”) e nel 1958 dopo il successo del libro e in seguito al dibattito che si era sviluppato, pubblicò il saggio "Ritorno al mondo nuovo" (titolo originale: Brave New World revisited”) in cui evidenziava che molte delle sue più catastrofiche previsioni del 1932 si erano avverate anzitempo.
3Nell’edizione del 1919 della sua opera "Interpretazione dei sogni" Sigmund Freud dedicava una nota a pie' di pagina al lavoro del neurologo austriaco, Poetzl, che in quegli anni aveva pubblicato un articolo per descrivere gli esperimenti da lui condotti col tachistoscopio. |
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